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Intolleranza al glutine: buone notizie dal CNR

Le intolleranze al glutine, che impediscono a migliaia di persone di nutrirsi di pane e pasta e derivati, sono legate alla mancata assimilazione di questa sostanza da parte del corpo, che reagisce infiammandosi e attaccando se stesso. Bisogna stravolgere dieta e vita, per continuare a nutrirsi, ma oggi dal CNR di Avellino arriva una buona notizia.

Sta per essere approvato l’uso del grano monococco, ossia il Triticum Monocccum, anche noto come piccolo farro. Si tratta di un cereale che contiene glutine anche esso ma che riesce ad avere un ruolo preventivo e lenitivo che davvero non ci si aspettava. Lo studio condotto tra Avellino e Napoli inquadra il farro monococco tra quegli alimenti con un genoma molto semplice, utilizzato senza problemi da diecimila anni, e con alcune caratteristiche che rendono il suo glutine altamente digeribile. La stessa sostanza del grano, insomma, solo NON nociva per le persone allergiche.

I primi test con questo glutine sono stati condotti in laboratorio, simulando un processo digestivo con prodotti chimici adeguati. Si è visto così che la parte tossica del glutine, quella che accende i problemi nei celiaci, viene quasi del tutto eliminata durante la digestione -se il glutine è quello monococco- e dunque nel corpo passa una minima parte nutriente. La buona notizia dunque è confermata, sebbene con un “ma”. Il monococco va bene solo per chi ancora non ha la malattia in atto. I soggetti che l’hanno già manifestata non ne ricaverebbero comunque alcun beneficio. Si tratta di un metodo preventivo, non curativo.

admin

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