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Uomini dal cuore fragile, muoiono prima delle donne

Sempre più la storia medica dimostra che il “sesso debole” non sono le donne ma gli uomini. Fragili e facili alle malattie, questa loro natura delicata unita al fatto che devono lavorare fuori di casa il 90% delle volte spiega come mai vivono meno delle loro compagne. Lo rivela uno studio della University of Southern California che ha puntato in particolare sulla frequenza delle malattie cardiache.

Un tempo, a causa delle tante malattie contagiose, non si capivano i dati sulla mortalità. Ma da quando, a fine XIX secolo la medicina ha debellato molte di quelle malattie, si è visto che comunque le donne vivevano più degli uomini, nonostante la vita più dura. Le donne resistono meglio al dolore e alla fatica, che un tempo era davvero tanta, mentre gli uomini pur avendo una vita agevolata -salvo che per i lavori pesanti fuori casa- crollano prima. C’è da dire però che da quando la medicina è entrata nelle case dei privati cittadini sono le donne a occuparsi di prevenzione, corretta alimentazione, medicinali da comprare e da usare. L’uomo, dal punto di vista sanitario, è molto più superficiale e distratto.

Anche questo contribuisce ad accorciare la sua vita. Le donne sono più facilmente vittime dell’infarto, soprattutto dopo la menopausa. Gli uomini, invece, hanno una naturale predisposizione alle malattie cardiache sempre. Analizzando i tassi di mortalità dal 1800 ad oggi, ed escludendo malattie ereditarie, cancro, patologie legate al vizio, si è visto che la mortalità femminile è diminuita del 70% rispetto a quella maschile. E che gli uomini muoiono più spesso per problemi come infarto, ictus, trombi e malattie della circolazione in generale. C’è rimedio? Anche questo sta cercando di capire la ricerca.

admin

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