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La tristezza è una "malattia" che si cura così

Essere tristi va bene, se si hanno motivi per esserlo. Tristi per un lutto, per un esame andato male, per un amico che parte… ma essere tristi senza motivo non ha senso. E’ il primo passo verso la depressione, dunque una vera malattia da curare. Essa dipende da alcuni fattori specifici che si possono e si devono evitare, da soli o con l’aiuto di uno psicanalista.

Chi è triste spesso ripete a se stesso: non sono capace, non ce la faccio, non ho la stoffa. Ecco, prima cosa da fare è imparare a dire il contrario: ce la faccio, sono in grado, sono in gamba! O altrimenti stanno sempre a rimuginare sul passato…. annegando tra i “se fossi, se avessi, se avessi potuto” e perdendosi nel frattempo le occasioni che passano davanti. Cambiate pensiero. Il passato è concluso, e non era nè meglio nè peggio del vostro presente che dovete invece vivere a pieno.
Un altro dramma dei “tristi cronici” è il pessimismo. Purtroppo è provato che questo modo di pensare a volte è innato e non si cambia facilmente. E’ una sorta di autodifesa, pensare al peggio per essere preparati. Va bene, può funzionare, però bisogna alternarlo con pensieri positivi altrimenti si arriva al suicidio!
I tristi cronici fanno sempre paragoni con gli altri, e Facebook -con la sua moda di “selfie sorridenti” non aiuta. Si pensa sempre che gli altri siano meglio, ma non è vero. Gli altri sono pieni di paure come noi, solo che sanno dissimularle meglio. Infine, si deve dar sempre la colpa agli altri per la sfortuna che ci perseguita. Mai pensato che il vostro mondo non dipende dalla fortuna o dalla sfortuna ma solo da come voi usate le giornate e le situazioni? Imparate a fidarvi di voi stessi. Un lavoro difficile da fare da soli, per cui non vergognatevi di chiedere aiuto a un esperto.

admin

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