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L'omosessuale si riconosce dalla voce? Impossibile, secondo uno studio scientifico

Tiziano Ferro, Mika, il sex symbol Ricky Martin… hanno tutti confessato di essere omosessuali, eppure mai nessuno prima se n’era accorto. Non un cenno nei gesti, meno che mai nelle voci maschili e calde. Si può riconoscere un gay dalla voce? Tanti dicono di sì, e tanti giurano di essere stati discriminati per questo. E’ vero che molti omosessuali hanno un modo di parlare che “si atteggia”, come si dice, ma è quasi impossibile capirlo al primo colpo, meno che mai per telefono.

C’è voluto un grosso team di ricercatori per determinare questa verità: i professionisti del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento (Simone Sulpizio, Maria Paola Paladino e Francesco Vespignani), i dottori Fabio Fasoli e Anne Maass, del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova e Friederike Eyssel e Dominik Bentler della Bielefeld Universitaet (Germania). Uno studio congiunto, complesso per arrivare a dare un giudizio definitivo che dice no, non è possibile riconoscere un omosessuale dalla cadenza vocale!

Sottoponendo dei volontari all’ascolto di voci registrate, sia nella loro lingua che in lingua straniera, essi dovevano individuarne la tendenza sessuale e comunicarla ai ricercatori. Ebbene, quasi nessuno ha azzeccato l’omosessualità del soggetto partendo dal solo ascolto della voce. Insomma, il famoso “gay radar” che riuscirebbe a individuare i segnali dell’omosessualità dal timbro di voce è una sana invenzione hollywoodiana, da tenere ben separata dalla realtà. In fondo, un grande attore come Leo Gullotta, con una voce possente e la capacità di interpretare ruoli magistrali diversissimi tra loro, ha scioccato l’Italia rivelando di essere gay dopo decenni di carriera. E anche dopo, la sua “signora Leonida”, con quella parlata da scaricatore arrogante non lasciava trasparire affatto una “voce da gay”.

admin

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