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Un dispositivo austriaco salva il rene durante la chirurgia

Forse non tutti conoscono l’importanza dei reni. Sono loro, insieme al cuore, il vero motore della nostra vita. Una persona comincia a morire quando i reni smettono di funzionare e non c’è modo di recuperarli, a meno di non praticare un trapianto. In chi muore di vecchiaia, il blocco renale è il primo passo verso la fine e per questo la pericolosità dei tumori ai reni viene considerata con attenzione da tutti i ricercatori del mondo.

Una scoperta importante è stata effettuata da un gruppo di chirurghi dell’Università di Vienna, in Austria, che hanno ideato un modo per salvaguardare le funzionalità del rene anche in caso di tumore. Si tratta di una tecnica mista, chirurgica e non invasiva, che permette di salvare il rene anche mentre si interviene sulla sua parte malata. Ad oggi, per operare un rene lo si congela per eliminare il flusso sanguigno ed evitare emorragie, ma questo provoca spesso complicazioni post operatorie importanti. Il paziente fatica a recuperare la funzione del rene dopo questa tecnica e rischia ugualmente la vita.

La nuova idea austriaca invece prevede, durante l’intervento contro il tumore, l’applicazione del dispositivo a ultrasuoni CUSA (Cavitron Ultrasonic Surgical Aspirator). Il CUSA permette di continuare a irrorare il rene nella massima sicurezza, ovvero eliminando il rischio emorragia anche in fase di intervento. In tal modo, il chirurgo opera tranquillamente e, dopo l’operazione, il rene riprende a funzionare velocemente eliminando le brutte complicazioni che un tempo seguivano questo genere di interventi. Il recupero delle funzionalità renali permette al paziente di affrontare meglio la convalescenza e di guarire più rapidamente, lasciando l’ospedale e continuando le cure a casa senza troppi fastidi.

admin

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