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Un farmaco antiossidante per curare la porfiria

Le “porfirie” sono un insieme di patologie caratterizzate da alterazione dell’attività di uno degli enzimi che sintetizza il gruppo Eme nel sangue. La porfiria può anche vivere latente nel corpo della persona finché non è scatenata da alcune sostanze particolari, contenute anche nei cibi. In alcuni casi (lo racconta benissimo il libro di Isabel Allende, dedicato alla figlia “Paula”) può essere mortale.

Esistono diversi tipi di porfiria, come ad esempio quella cronica. Tra queste, anche la protoporfiria eritropoietica, una malattia che tra le altre cose porta a una forte fotosensibilità. Da anni la ricerca cerca di combattere questa malattia, nelle sue varie forme, ma sono ancora pochi i risultati raggiunti. La nuova speranza giunge dall’Università di Zurigo, con una ricerca pubblicata sul “British Journal of Dermatology”. E’ stato scoperto che il farmaco afamelanotide, tra l’altro disponibile -anche in Italia- dal 2010, può fornire un trattamento utile almeno per la forma eritropoietica.

Le sperimentazioni condotte negli scorsi anni su 173 pazienti hanno rivelato un notevole “miglioramento della qualità della vita, con alta adesione alle cure e solo poche defezioni”, dovute tra l’altro a problemi altri rispetto alle conseguenze del farmaco (per una gravidanza, per problemi di famiglia ecc.). Insomma, non ci sarebbe nessun effetto collaterale nel farmaco che potrebbe salvare la capacità visiva di tanti pazienti. L’afamelanotide funziona come pigmentante e anche come antiossidante. Si somministra ogni due mesi grazie a un impianto sottopelle, fatto con materiali bioassorbibili. I miglioramenti in chi si è sottoposto alla cura senza mai abbandonarla hanno raggiunto un incoraggiante 70%!

admin

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