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Torniamo a parlare di mammografia

Lo dice a chiare lettere la AIRC, lo conferma la Organizzazione Mondiale della Sanità ma più ancora lo dicono le centinaia di donne che oggi sono vive grazie ai controlli di routine. Parliamo (di nuovo) della mammografia, tanto condannata da Beppe Grillo e da una certa corrente di pensiero che vorrebbe sostituirla con altro. Al momento però, dati alla mano, è l’arma di prevenzione più efficace mai esistita.

Le donne che si sottopongono a mammografia ogni anno riducono del 40% il rischio di ammalarsi di cancro al seno. O meglio, riducono il rischio di morire per colpa di questo male. Infatti, la malattia non dipende dall’esame medico ma la sua scoperta, la diagnosi e la cura sì. La mammografia è in grado, in tempi brevi e con una precisione assoluta, di evidenziare masse sospette e di far correre ai ripari medici e pazienti. Il cancro al seno, se preso per tempo (mentre è ancora circoscritto) è guaribile e al giorno d’oggi si può anche trattare con terapie farmacologiche mirate. Grazie alla mammografia i medici sono in grado di capire esattamente quando e come intervenire e di seguire l’iter della malattia.

Fortemente consigliata a tutte le donne che hanno superato i 40 anni, suggerita alle donne sopra i 65, la mammografia dovrebbe essere una abitudine anche per le giovanissime. Per quelle che hanno storie di cancro in famiglia, soprattutto, ma in generale per tutte. Prendere l’abitudine ai controlli annuali significa avere sempre l’attenzione puntata sul proprio corpo e sui suoi cambiamenti. La mammografia non è un esame doloroso, solo un pochino fastidioso. Il seno viene semplicemente radiografato, dopo essere stato compresso (leggermente) dentro l’apposito macchinario. Il tutto dura meno di cinque minuti. Cinque minuti ogni 365 giorni non sono un sacrificio impossibile, se in ballo c’è la vita.

admin

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