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Tre ospedali per partorire: poteva finire in tragedia

Si continuano a tagliare fondi per la Sanità e si continua a dare la colpa ai medici per i disagi e la morte dei pazienti, quando invece le colpe sono altre e stanno altrove. Cosa avrebbero detto, alla coppia di Frosinone, che ha dovuto girare per tre ospedali prima di trovare un ricovero sicuro, se il bambino fosse nato morto? Inefficienza dei medici? Ritardo nei soccorsi?

La coppia, con lei incinta alla 34a settimana, si è presentata prima all’ospedale di Colleferro ma è stata respinta perché in quel centro non esiste più il reparto ostetricia, accorpato (per via dei tagli e della Spending Review) all’ospedale di Palestrina. La corsa a Palestrina, dunque, e un altro “no”, perchè in quel secondo ospedale -pure essendoci i posti- mancavano i macchinari adeguati per seguire una nascita prematura. Trasferiti in massima urgenza, finalmente la nascita è avvenuta all’ospedale Spaziani di Frosinone. Mamma e bambino stanno bene, ma c’è poco da esultare. Poteva finire in tragedia.

Naturalmente sono scattate subito le polemiche, le giuste proteste, sia da chi aveva previsto una simile situazione (come il consigliere regionale Fabio DeLillo) sia da altre voci dell’opposizione di Zingaretti. Il presidente della Regione Lazio però si difende dicendo: “La Regione Lazio per la riorganizzazione della Rete perinatale ha applicato gli standard del Decreto ministeriale e le linee guida per il percorso nascita”. Insomma, il problema è che le regioni devono obbedire a una politica di restrizioni e tagli che si abbatte in continuazione su un settore, quello della salute pubblica, già messo in ginocchio. Fino a che punto si può ancora osare, giocando con la vita della gente?

admin

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