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Il tango? Questione di cervello

Ballare bene il tango non è questione di abilità motoria, nè di piedi leggeri… ma di cervello. Uno studio italiano condotto da “La Sapienza” di Roma lo ha rivelato al mondo osservando le reazioni cerebrali di alcuni ballerini durante l’esibizione. In particolare viene coinvolta la zona del solco intra-parietale anteriore sinistro del cervello, dove risiede il centro di coordinamento.

Da quest’area parte la capacità di controllo delle nostre azioni e la capacità di integrarle con quelle di chi ci sta di fronte, sia esso un compagno di ballo, un collega che lavora con noi, un amichetto con cui giochiamo a battere le mani! E’ l’area del cervello che ci permette la sincronia, fondamentale per ballare bene insieme. Con un metodo di stimolazione cerebrale non invasiva (tramite meccanismi magnetici) i ricercatori hanno osservato bene come avviene tutto il procedimento e si è visto che laddove il solco intra-parietale era inibito la persona non coordinava bene i movimenti.
Da qui, ecco i “pestoni” ai piedi, gli inciampi facili e gli errori che fanno infuriare i maestri di tango!
La ricerca continua, perchè si deve capire come mai questa inibizione influenzi negativamente il coordinamento ma non la capacità di imitare le mosse del partner, che in teoria dovrebbero andare di pari passo. Scoprire ancora di più su queste misteriose funzioni di ballo potrebbe aiutare a capire malattie serie legate alle difficoltà motorie, ma anche, a livello psichico, le difficoltà di interazione con la sfera sociale e la difficoltà a esprimere emozioni. Per saperne di più, bisogna consultare lo studio italiano pubblicato sulla rivista “Nature Communications”.

admin

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