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Il DNA malato? Va in un "ospedale cellulare"

Che ci fosse, in giro, lo sospettavano in tanti. Altrimenti non si spiegava come mai alcune parti “malate” del DNA tornassero come nuove in alcuni casi, in modo misterioso. Doveva esserci per forza, un modo o un punto in cui il danno veniva riparato. Ma nessuno aveva mai scoperto dove fosse, prima dell’equipe del professor Mekhail, dell’Università di Toronto (Canada).

La ricerca del suo gruppo ha costruito una vera e propria cellula “detective” usando quelle del lievito e con quella si è legato al DNA malato seguendolo nel suo iter di recupero. Ha visto così che le parti malate vengono “trasportate in ospedale” , nel vero senso della parola. Un particolare complesso proteico preleva le parti mal funzionanti, le porta dentro una sorta di “cellula ospedale” dalla quale, dopo qualche tempo, escono nuovamente attive!

La fantasia degli scienziati ha cominciato a galoppare, una volta scoperto questo. Immaginate cosa si potrebbe ottenere prelevando parti di DNA predisposte al tumore e “curandole” in modo da togliere quel difetto che le rende vulnerabili al cancro. Si potrebbero addirittura prevenire decine di malattie diverse, un vantaggio da sfruttare al cento per cento. Lo scopo degli studi futuri è capire come avviene, nel concreto, questa “riparazione”, per avere un quadro ancora più dettagliato di come poter imitare tutto il processo. E intanto il futuro si prospetta sempre più roseo.

admin

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