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Giornata Mondiale per l'Epatite: dati e ultime scoperte

Epatite significa 500.000 morti l’anno e 400.000 nuovi infetti l’anno. Lo dicono le statistiche mostrate ieri dalla OMS in occasione della GIORNATA MODNIALE DELL’EPATITE. Che poi non è una sola malattia, ma diverse malattie accomunate dall’organo che vanno a deteriorare, il fegato. Esistono diversi livelli di gravità, a seconda del tipo di epatite, e diversi tipi di cure. Tutte cose che l’informazione deve diffondere.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non smette mai di invitare a non abbassare la guardia, a non dare nulla per scontato. Le epatiti si combattono con l’impegno costante e con la ricerca. L’80% dei decessi per tumore al fegato sono causati da conseguenze della Epatite B e C, ma anche le epatiti in forma cronica, quindi in apparenza “gestibili” portano a conseguenze che possono rovinare la vita. Secondo gli ultimi dati in Europa, nel corso di sette anni ci sono stati 20.000 casi di epatite B, 32.000 di epatite C, appena 1.500 nuovi casi di epatite A.

La più pericolosa, e anche quella che sta aumentando più di tutti, è l’epatite C mentre le altre sono in tendenza di diminuzione, anche grazie alle nuove cure che si stanno immettendo sul mercato adesso. Prevenzione e diagnosi sono le uniche armi per salvarsi da queste malattie. La prevenzione si fa cercando di fare una vita sana… senza troppi grassi e senza alcol e droghe, prendendo precauzioni durante il sesso ma anche con frequenti ecografie al fegato. Oggi esiste anche un valido vaccino. La diagnosi precoce porta alle cure che salvano la vita. Di recente al San Raffaele di Milano è stata scoperta l’efficacia di un antistaminico contro l’epatite C in grado di contrastare anche altre epatiti. Insomma ormai di epatite non si dovrebbe morire più, se noi per primi diamo una mano a noi stessi per star bene.

admin

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