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Psicologia: tecnoeducazione per i "figli del tablet"

Finché c’era la scuola non ce ne rendevate conto, ma ora che li avete in casa giorno e notte lo capite: i figli passano tante, troppe ore, davanti a schermi interattivi, siano essi computer, tablet o cellulari. Sono “nati col tablet in mano” è vero, e molti glieli regaliamo noi quando compriamo per loro il primo mini-computer giocattolo per i loro due anni!

Ma questa overdose di luci, stimoli, tecnologia computerizzata ha degli effetti collaterali poco piacevoli: dalla mancanza di comunicazione e di attenzione alla vita sedentaria in eccesso. Esiste un modo per educare questi bambini ormai risucchiati dal mondo virtuale? Sì, almeno dieci modi diversi.
Primo, parlate con loro: anche se “li rompete” e se vi sbuffano in faccia, stimolate il discorso; secondo, controllate le loro password e se sono troppo piccoli mettete voi una parola segreta per sbloccare il PC in modo che non possano aprirlo se non ci siete; terzo, stabilite un’orario per andare a dormire e almeno un’ora prima costringeteli a spegnere tutti i cellulari e i tablet.
E ancora, se sono adolescenti discutete con loro sull’uso di chat e smartphone, assicurandovi che li usino con saggezza e non per spendere soldi o fare i bulli! Insegnate loro l’etichetta dell’educazione del web, che esiste e va rispettata. Insegnate loro anche il valore dei soldi: se la ricarica è di 10 euro e deve durare un mese, quando finisce prima del tempo non va rifatta… si finisce il mese senza cellulare. Vedrete se non impareranno a limitarsi. Educhiamoli a non fare “selfie” oppure a farli in pose rilassate, senza atteggiamenti sexy o ammiccanti. Sul sesso via web, l’argomento è delicato. I genitori DEVONO AFFRONTARLO magari con l’aiuto e la guida di un esperto.

admin

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