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Tecnica italiana permetterà di individuare il tumore in 40 minuti

L’invenzione è ancora da brevettare e il cammino è lungo, ma fa già tanto discutere perché se fosse confermata eliminerebbe in un solo colpo decine di costosi esami. Basterà solo un’analisi del sangue e in meno di un’ora sapremo se abbiamo un tumore in corso, anche se troppo piccolo per essere identificato da altri test.

Fa emozionare l’annuncio proveniente dai ricercatori dell’Università di Trieste e presentato in questi giorni in Texas, al meeting internazionale “NT Week”: la nuova tecnica è stata sviluppata per permettere di individuare quei residui di cellule malate che il tumore mette in circolo fin dal primo istante. Queste vagano nel sangue e dunque possono essere “catturate” e viste con un prelievo. A quel punto si tratterà solo di capire in quale zona del corpo sta crescendo la massa, ma la diagnosi verrebbe con un larghissimo anticipo. Spiega uno degli ideatori, il dottor Del Ben: “Basteranno solo 40 minuti per fare una diagnosi di tumore in corso, e funzionerà come un setaccio”.

Ovvero si suddivide il sangue frazionandone le cellule in ogni gocciolina per vedere se cambiano i livelli di Ph. Quando il tumore cresce consuma glucosio e ossigeno, produce acido lattico e questo abbassa fortemente il Ph. La buona notizia è che questa tecnica non cade mai in inganno, come a volte succede ad altri strumenti di diagnosi. Riconosce e identifica il tumore al seno, al cervello, al colon-retto, allo stomaco con una precisione quasi assoluta. I tempi e soprattutto i costi per trovare queste tracce sono assolutamente dimezzati e questo è sempre il vantaggio principale, quando si fronteggia un tumore. In modo particolare è importante non lasciarsi confondere dalle mille forme che il tumore può assumere per cui spesso si scambia per qualcos’altro.

admin

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