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Gravidanza: il secondo figlio nasce solo se il primo non è stressante

Solo qualche giorno fa scrivevamo di quel padre che vuol essere risarcito dai medici per un mancato aborto che gli ha “imposto” la seconda figlia sul groppone! Forse questo padre ha esagerato alla grande, ma in media esprime la tendenza silenziosa di molte famiglie italiane e non solo, in questo tempo di crisi. E cioè: il secondo figlio, oggi, si fa solo se il primo non ci dà noia. Al terzo figlio non ci si pensa proprio.

Le statistiche dicono chiaramente che le coppie pensano al secondo figlio solo se col primo hanno avuto un’esperienza serena, sia a livello di vita quotidiana che a livello economico. Cioè, se il primo bambino li ha costretti a troppa mancanza di sonno, a troppo stress, a spese eccessive, a perdita di libertà molto difficilmente decideranno di dare un fratellino al primogenito. Sia perché quasi sempre il rapporto di coppia si deteriora, per i problemi legati al bambino, sia perché non se la sentono di affrontare i problemi del lavoro e quelli di una famiglia che si allarga a dismisura.

C’è poi il fattore psicologico, non indifferente. Nessuno oserebbe mai dire davanti ai parenti ultracattolici -o davanti agli amici che hanno problemi di fertilità- che un figlio in più è una maledizione! Quindi si sta zitti, si tollera e alla fine si esplode. Dunque senza un aiuto economico e psicologico, le coppie di oggi si fermeranno tutte a uno o addirittura a zero figli. E per risolvere il problema del calo demografico si deve pensare anche a questo, al benessere di mamma e papà, prima ancora che a quello dei bambini.

admin

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