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Malasanità: da oggi è il paziente che dovrà provare l'avvenuto danno

L’eccesso di denunce, la facilità con cui si chiamano in causa medici e infermieri per “malasanità” che spesso nemmeno esistono ha portato la categoria a prendere soluzioni drastiche. Impossibile svolgere un lavoro delicato come quello del medico se si ha sulla testa la ghigliottina della “minaccia di denuncia” ogni giorno, in qualsiasi ospedale del Paese. Questo rende i medici nervosi e li fa sbagliare anche quando non dovrebbero.

Se le proteste non hanno funzionato, se continuano le aggressioni al Pronto Soccorso per i motivi più banali e se gli studi legali “ci sguazzano” invitando la gente a denunciare anche una unghia incarnita … il Ministero prende finalmente provvedimenti. La Commissione Consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale, istituita dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha terminato indagini e lavori e ha deciso che in effetti, in Italia, ci sono troppe denunce false e inutili. Dunque da oggi si cambia.

Toccherà al paziente denunciante l’obbligo di andare a indagare e raccogliere prove dell’avvenuto “danno di malasanità”, non più al reparto o all’ospedale. Il medico o l’infermiere sarà perseguibile legalmente solo in caso di sospetto di danno “grave”, non per banalità come l’influenza del bisnonno di 100 anni! I termini di prescrizione dei “reati” passano da 10 a 5 anni, e ci sarà un potenziamento delle assicurazioni degli ospedali in modo da dare serenità agli operatori sanitari nello svolgimento del proprio lavoro. Che, ricordiamo, è un lavoro duro… fisicamente ed emotivamente. Nessun medico “gode” a veder morire un paziente, anzi ne rimane segnato a vita. Meno denunce e più comprensione aiuterebbero tutti a lavorare meglio e a sbagliare di meno. Le nuove misure contro le facili denunce aiuteranno inoltre la Sanità a risparmiare enormi e inutili spese.

admin

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