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L'Italia in sedia a rotelle: così i "Freedom Angels" vincono la disabilità

Si sono dati nome “Freedom Angels” (angeli della libertà) e sono in 800! Tutti disabili, più o meno gravi, tutti costretti a una immobilità parziale o totale, condannati all’aiuto perenne del prossimo o dei mezzi. Per loro sono spesso interdetti i marciapiede, gli aerei e gli autobus. Ma loro hanno deciso di dimostrare che la disabilità può vincere anche la disorganizzazione delle infrastrutture.

Sono partiti dalla Sicilia, spingendosi fra traghetti, autostrade e ferrovie con la forza delle braccia -chi poteva- o dei volontari che li accompagnano ma alla fine sono arrivati sani e salvi alla EXPO di Milano. Una simpatica invasione di persone speciali, che non si sono arrese davanti alle avversità della vita e che quella vita continuano a viverla. Come ha fatto Samuele Marchese, che ha solo 15 anni e vive in Sicilia, una regione con mille problemi. Ovviamente gli ostacoli per un invalido, lì, sono tanti… ma nemmeno nel resto d’Italia si sta meglio!

“Siamo venuti a Expo, dove si vuole comunicare che il cibo è vita e la vita è gioia,per dimostrare al mondo che la vita e la gioia ci sono anche per chi ha tante difficoltà”, ha detto questo coraggioso ragazzino eletto portavoce del gruppo. E ha aggiunto: “Se ce la facciamo noi, che scusa hanno per non farcela quelli che hanno la perfezione nel fisico?”. Non sono state poche le delusioni, durante il viaggio… come ad esempio, la mancata accoglienza nella città di San Francesco, Assisi, come l’indifferenza di molta gente. Ma soprattutto constatare come in Italia si è fatto ancora poco o nulla per rendere le città vivibili a chi non ha più le gambe.

admin

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