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Una "normale" storia di donazione

Un tempo storie così erano eccezionali, oggi sono “normali” e comunque -nella loro tragicità- rimangono bellissime. Questa è successa solo pochi giorni fa in Sicilia e ha visto come protagonista un ragazzo di 19 anni appena diplomato col massimo dei voti. Palermitano, pieno di vita, con mille progetti in mente, “Fabio” aveva un sogno: trascorrere le vacanze nei “luoghi di Montalbano”, il suo romanzo preferito, prima di andare all’università.

Ma si trovava proprio sulla spiaggia del “suo” commissario, a Punta Braccetto in provincia di Ragusa, quando ha cominciato a star male. Dolore agli occhi da non poterli tenere aperti, mal di testa e poi vomito, tutta la notte. La corsa in ospedale e la diagnosi: emorragia cerebrale. I medici hanno fatto il possibile ma il danno era talmente esteso che il ragazzo è entrato in coma poche ore dopo. La sua disperata lotta per la vita è durata 19 giorni fino a quando, due giorni fa, è sopraggiunta la morte cerebrale. Nessun dubbio da parte della famiglia, dovevano essere donati gli organi.

Lo aveva detto “Fabio” stesso, in tempi non sospetti. Credeva moltissimo nella donazione degli organi, nella speranza, nell’aiuto reciproco. E il suo cuore, il fegato e i reni sono stati espiantati tra la Sicilia e la Puglia, senza entrare in dettagli precisi per evitare traumi nei parenti dei riceventi. Sono state salvate almeno 4 vite umane dal sacrificio di una sola. Storie come queste intensificano ancor di più la cultura della donazione, che in Italia esiste solo dalla fine degli anni Novanta. Storie che commuovono, storie di coraggio e di lealtà … il giovane “Fabio” come il suo eroe, Montalbano!

admin

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