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Ice Bucket contro la SLA ha vinto la sfida

E’ stata molto criticata un po’ da tutti, la ICE BUCKET CHALLENGE, la sfida a colpi di secchiate di acqua gelida per mandare un messaggio contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica che ha coinvolto un po’ tutti, dai normali navigatori web agli scienziati, fino ai presidenti e primi ministri delle nazioni. Sembravano un po’ matti, questi tizi che si ritraevano mentre si rovesciavano in testa secchi di acqua e ghiaccio ricordando a tutti l’importanza della ricerca contro la SLA ma alla fine l’hanno avuta vinta.

Il “gioco” ha fruttato 220 milioni di dollari e 116 milioni di euro, tra sponsor e soldi raccolti con i clic dei video, che sono stati tutti donati alla ricerca tramite le apposite associazioni. E i risultati, a un anno dal “tormentone” non hanno deluso le aspettative e hanno messo a tacere le polemiche. Infatti, questi fondi hanno permesso agli scienziati di andare avanti col lavoro e di scoprire che nei soggetti malati, a causa del malfunzionamento della proteina decodificatrice TDP-43, questa si scompone e si “incolla” alle cellule, provocando la loro morte. Tutti i disturbi della SLA derivano da questa anomalia e sebbene ancora non si capisca come si attivi questo processo è un passo avanti per la scoperta della cura. Infatti, iniettando ai topi di laboratorio un composto contenente la TDP-43 funzionante si è visto che partiva la riattivazione cellulare e si frenava la malattia nei soggetti che già la presentavano.

admin

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