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Svenimenti: a volte ritornano

C’è chi li sente arrivare e si preoccupa di prendere provvedimenti, sdraiandosi da solo. Chi, invece, si lascia prendere dal panico e chi, non sapendo che fare, semplicemente cade. Sviene. Lo svenimento, così diffuso in estate per via del caldo, è un evento che preoccupa moltissimo nell’immediato ma che , di per sé, non è affatto grave.

Tranne nei casi in cui è dovuto a malattie cardiache o cerebrali, nel 90% dei casi è solo un calo di zuccheri, uno sbalzo pressorio, troppa emozione, troppo caldo, troppa fame. Il corpo, sotto sforzo, si stanca, il cuore non riesce a mandare abbastanza ossigeno al cervello e questo, allora, tenta di rimediare da solo. Decide di “spegnere” il corpo, così questo cade lungo disteso e in posizione orizzontale il sangue affluisce nuovamente al cervello, riequilibrando tutto. Dunque lo svenimento è un “rimedio” del corpo, non un problema.

Certo, diventa un problema se si ripete spesso, se non ha una causa ben precisa dietro e soprattutto se ci sono segnali che fanno pensare a qualcosa di grave. Lo svenimento normale di solito dura poco, alcuni secondi, cinque minuti al massimo. Dieci minuti, volendola fare lunga. Ma se è causato da una emorragia interna, da problemi cardiaci o tumorali può essere la soglia di uno stato comatoso dal quale risvegliare il paziente è difficile. Durante lo svenimento la persona respira normalmente. Se già ha difficoltà a respirare o non respira affatto è segno di qualcosa di grave. Da uno svenimento normale il soggetto si riprende da solo, facilmente e con poche manovre (alzandogli le gambe, bagnandogli viso e collo con acqua), ma se sospettate che la perdita di coscienza sia dovuta a qualcosa di più serio evitate eroismi personali: chiamate subito il 118.

admin

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