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Il freddo fa male al cuore. Oggi la scienza ha le prove

Il freddo fa male al cuore. Bella scoperta! Si sa da tempo, si sa al punto che le persone cardiopatiche venivano invitate, in passato, a trasferirsi in climi tiepidi proprio per evitare il rischio di morte precoce. Forse però mancavano le prove scientifiche, cosa che ha provveduto a fornire l’università canadese di Manitoba.

In particolare, le temperature troppo fredde causano un tipo di attacco cardiaco dovuto alla rottura di una delle arterie coronariche per colpa di placche (il nome scientifico è STEMI). Ogni dieci gradi di temperatura in meno il rischio di attacco cardiaco STEMI aumenta del 7%, e lo dice l’esperienza sul campo nella fredda città di Winnipeg (Canada) dove sono stati analizzati per 6 anni diversi soggetti cardiopatici più o meno gravi. Se la temperatura massima è minore dello zero lo STEMI è pari al 0,94% al giorno, se supera lo zero gli attacchi calano a 0,78 al giorno.

Perchè questa attenzione alle temperature se si sapeva già che il freddo favoriva problemi al cuore? Per il semplice fatto, spiegano i ricercatori, che calcolando il rischio sulla diminuzione del termometro esterno il rischio di attacco STEMI si può prevedere con 2 giorni di anticipo e dunque le persone già cardiopatiche, o con alto rischio di malattia cardiaca in famiglia, possono prendere le dovute precauzioni prima che l’attacco avvenga. La scoperta, certamente molto utile per almeno un quarto del pianeta, è stata presentata al meeting della European Society of Cardiology (Esc), quest’anno organizzato a Londra, dal ricercatore capo dell’ateneo canadese, Shuangbo Li.

admin

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