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Animali in corsia: la Lombardia comincia da Treviglio

In provincia di Bergamo si applica finalmente una normativa che in Italia è arrivata da 20 anni ma che raramente si mette in pratica. L’accoglienza degli animali negli ospedali, non proprio dentro ma in spazi appositi, in modo che possano sia venire a trovare i padroni ricoverati sia aiutare altri malati a ritrovare un po’ di gioia.

La “pet therapy”, la terapia psicologica che cura con l’aiuto degli animaletti domestici, ebbe inizio addirittura nel 18° secolo negli Stati Uniti, poi fu ripresa e sviluppata nei secoli seguenti principalmente come terapia per aiutare i bambini con problemi, ma oggi sappiamo che fa bene a tutti, anche ad adulti e anziani. Il fatto che si applichi poco in Italia è anche legato alle lunghe trafile burocratiche che bloccano tanti progetti locali, ma negli ospedali di Romano, Calcinate e S.Giovanni Bianco sta per diventare realtà.
Ha cominciato Treviglio, accogliendo la cagnolina “Memole” con il suo istruttore, Gigi Ferrarese, nel reparto di pediatria. “Memole” non ha un padroncino ricoverato ma ha aiutato tanti bimbi a ridere e a distrarsi per un giorno, permettendo loro di recuperare energie per andare avanti nelle cure. Ovviamente ci saranno le dovute attenzioni, verso gli animali che entrano in ospedale: dovranno essere registrati all’anagrafe canina, avere microchip, guinzagli o museruole a norma, trasportini e certificato del veterinario che ne assicura lo stato di salute. E sarà necessario il benestare degli altri pazienti, o dei medici di reparto, per far avvicinare un malato alla bestiola.

admin

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