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Dall'Australia, il cerotto "ammazzabatteri"

La scoperta arriva dall’Australia, dalla Swinburne University of Technology, ma all’interno della squadra che ha contribuito a crearla c’è anche il faccino sorridente di una ricercatrice italiana, la dottoressa Martina Abrigo di Cuneo, laureata al politecnico di Torino. L’invenzione si chiama NANOTECH, ed è un semplice cerotto ma con poteri davvero unici.

Bisogna sapere che non tutte le ferite guariscono allo stesso modo. Alcune ci mettono pochi giorni, altre settimane. Il tutto dipende dalla capacità del corpo di difendersi dalle infezioni ma anche dalla capacità delle medicazioni di proteggerci come si deve. Occorre qualcosa che renda la ferita asettica al 100% ovunque noi ci troviamo. E questo non tanto per il taglio sul dito o per il ginocchio sbucciato (sebbene ogni ferita nasconda pericoli) quanto per le ferite da incidente, molto più gravi.

La benda NANOTECH è realizzata con una speciale tecnica chiamata elettrospin, applicata ad un tessuto di nanofibre della grandezza cento volte più piccola di un capello. Una volta pronta, essa viene rivestita con allilammina, un composto in grado di agire come una calamita specialmente nei confronti dei batteri. Sperimentato con lo Staphylococcus Aureus, responsabile di molte gravi infezioni post-traumatiche, i ricercatori hanno verificato che il loro “cerotto speciale” in effetti attira i micro organismi nocivi e li intrappola, impedendo loro di attaccare la ferita e di entrare in corpo. Questo avveniva con colture in laboratorio, ora bisognerà provarlo sull’uomo ma il clima di ottimismo è davvero incoraggiante per tutti e forse presto troveremo il modo di combattere i batteri resistenti… dall’esterno.

admin

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