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Evade prigioniero malato di TBC

La tubercolosi non è una malattia che deve far paura, ma rimane comunque una malattia, anche se curabile. Per questo fa notizia la fuga di un detenuto malato proprio di tubercolosi che ieri mattina, incredibilmente, con un semplice “salto” è volato giù da una finestra bassa del reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Padova.

L’uomo era ricoverato proprio per curare la sua malattia ed era tenuto sotto controllo (almeno così si credeva) dalla stessa polizia carceraria che lo aveva portato al Pronto Soccorso. Come se ciò non bastasse, perquisendo la cella dell’uomo, nel carcere padovano, si sono scoperti cellulari, schede e altri oggetti che non avrebbe dovuto avere in galera. Scoppia così lo scandalo sulla sorveglianza, sulla “morbidezza” delle carceri italiane, che diventa problema globale se poi avvengono evasioni come questa.
Il prigioniero in questione è “solo” malato di tubercolosi ma se avesse avuto l’AIDS, l’epatite o l’ebola e oggi fosse libero di circolare? E se il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) lamenta delle condizioni dei propri agenti, lasciati soli in situazioni spesso anche pericolose, ci si interroga sulla necessità di potenziare un corpo di polizia che non svolge certamente un compito facile e che non può avere mille occhi.
Ricordiamo che la tubercolosi non è immediatamente contagiosa. Per esserlo bisogna respirare la tosse o il fiato della persona malata, entrare in strettissimo contatto con lui, insomma. E in ogni caso è una malattia che in Europa si può affrontare e guarire bene. In pericolo c’è proprio lui, ora, il fuggitivo. Se non continua la cura potrebbe anche morire.

admin

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