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Trapianto di batteri per salvare l'intestino

Dato che ormai i batteri sono diventati troppo resistenti agli antibiotici, meglio usare queste medicine di meno o non usarle affatto. E come cureremo, allora, le malattie come le infiammazioni intestinali e le malattie croniche e altri disturbi dell’apparato digerente ? Si dovrà procedere a una vera e propria “battaglia tra micro organismi”.

Batteri contro batteri, organismi resistenti contro organismi nuovi e ancor più forti. Per ottenere questo scontro fatale ma necessario si stanno sperimentando i primi trapianti di batteri fecali, già eseguiti sull’uomo. Lo dice lo studio dello Sloan-Kettering Cancer Center di New York (Stati Uniti) dove per la prima volta si sono fatti questi test sui topi. Trapiantando materiale fecale sano in intestini corrosi dalle malattie si è visto che la flora intestinale recuperava e guariva. La notizia non è nuova, dato che è una tecnica in uso per curare la colite ulcerosa, ma ora ci si è spinti oltre quest’unica malattia.

Per esempio, l’uso del trapianto fecale funziona per distruggere le infezioni da Clostridium Difficile (crampi, vomito, diarrea), che nei bambini e negli anziani può avere decorsi lunghi, soprattutto negli anziani anche fino a 3 settimane di ospedale! In marzo, il primo tentativo in Italia avvenne presso l’Unità Operativa di Gastroenterologia del Policlinico Gemelli di Roma, ottenendo come risultato la guarigione del 90% dei pazienti. Con l’uso semplice dell’antibiotico tradizionale ne guarivano solo il 26% … Questo però non vuol dire che il farmaco non sia valido, ma solo che esiste un modo naturale per rafforzare la sua azione e che si spera possa essere usato anche per molte altre malattie.

admin

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