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Sentirsi male ad alta quota: il pronto soccorso sugli aerei

Il quotidiano “La Stampa” ci illumina su un argomento che di solito tendiamo a ignorare, abituati come siamo che il viaggio in aereo sia ormai il modo più rapido e sicuro per raggiungere un luogo. Eppure ci si sente male anche sugli aerei e con uno svantaggio in più rispetto agli altri mezzi: non ci si può fermare per raggiungere l’ospedale! In Italia l’assistenza medica ai passeggeri è obbligatoria, e affidata agli assistenti di volo, ma non in tutti i Paesi è così.

Ma chi e perché si sente male sugli aerei? Di solito capita alle persone anziane o a quelle più ansiose. Ma può succedere anche agli ottimisti giovani se contraggono un virus a terra, per esempio. Il malore in volo succede una volta ogni 604 viaggi, ma si tratta di dati sottostimati perché spesso i malori in volo si risolvono bene e non vengono indicati come imprevisti. La gente in aereo tende a svenire (37% dei casi) per problemi di pressione, tende ad avere problemi respiratori (12%) e a soffrire di disturbi intestinali (10%) più legati all’ansia che a qualche batterio. Qualche volta, ma molto di rado (0,3%) avviene un arresto cardiaco.

Di solito si agisce con normali manovre rianimatorie, con la maschera di ossigeno o scendendo appena di quota. In caso di sospetti problemi cardiaci, dovuti a dolori o difficoltà respiratorie, l’aspirina da sciogliere in bocca è il metodo migliore in attesa di consultare un medico, sia esso a bordo o a distanza. E’ bene tenere sempre nel kit di pronto soccorso degli aerei medicinali per il cuore e contro vomito e diarrea, ma soprattutto dovrebbe essere obbligatorio avere un kit di pronto soccorso in quota, cosa che non tutte le compagnie aeree prevedono.

admin

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