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L'Alzheimer sarebbe contagioso? Notizia preoccupante da Londra

I neurologi di Londra hanno scoperto qualcosa di preoccupante che potrebbe riguardare l’Alzheimer, malattia che fino ad oggi credevamo legata solo all’invecchiamento del cervello e alla formazione di placche. Ma a metà degli anni Ottanta, durante un esperimento su 30.000 persone (in maggioranza bambini) trattati con gli ormoni della crescita il 6% si è ammalato di morbo di Creutzfeldt-Jakob (“mucca pazza”) con formazione di placche beta-amiloidi nel cervello, le stesse che sono alla base dell’Alzheimer.

All’epoca questi ormoni venivano estratti dalla ipofisi, quasi sempre usando le ipofisi di cadaveri. Alcuni cadaveri da cui si è prelevato quell’ormone erano deceduti a causa dell’Alzheimer e da qui nasce l’ipotesi allarmante che l’Alzheimer si possa in qualche modo trasmettere per via infettiva con incubazione lunghissima (anche oltre 30 anni). Si sono subito scatenate le polemiche, con alcuni esperti che hanno condannato i colleghi inglesi dicendo che è azzardato e assurdo parlare di “Alzheimer contagioso” senza approfondire i fatti al di là di quel 6% di persone.

Altri dicono che invece il sospetto rimane, dato che i soggetti ammalatisi di Alzheimer non avevano alcuna storia ereditaria né altri segni fisici della malattia, a parte la cura con quegli ormoni durante l’infanzia. Oggi, comunque, le terapie con gli ormoni della crescita non si basano più sulla ipotesi prelevata da cadaveri ma su una sofisticata e moderna tecnica legata al DNA ricombinante, dunque il rischio non esisterebbe più… ammesso che sia mai esistito. Di fatto, le persone si sono prima ammalate del morbo della “mucca pazza” e solo dopo è insorto l’Alzheimer, il che potrebbe dire che le due cose sono collegate. Ma non per forza che la malattia sia passata dall’ormone al soggetto, quanto che sia invece una evoluzione della prima patologia.

admin

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