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Smettere di fumare a pagamento: ecco perché non va bene

Ne avevamo parlato qualche giorno fa con l’articolo che riportava l’esperimento in corso, con una sorta di “lotteria” legata alla scommessa di smettere col fumo.

L’idea di incentivare la lotta contro il vizio del fumo tramite dei premi in denaro, delle sfide e delle “offerte” pare funzioni nei Paesi che la stanno tentando, ma non tutti gli esperti sono d’accordo. A questo proposito, dalle pagine di liaf-onlus.org il professor Riccardo Polosa, responsabile scientifico della Lega Italiana Antifumo, dichiara che “Per quanto il progetto sia simpatico e accattivante, non c’è nulla di innovativo nel provare a dare del denaro per convincere i fumatori a smettere di fumare” ma soprattutto “gli effetti positivi non sono duraturi e le ricadute nel vizio continuano”.
L’idea dello “Smetti&Vinci” esiste fin dagli anni Ottanta, e non solo legata al fumo. Ma non si hanno ancora risultati così eccezionali da far dire che funzioni davvero. Inoltre il risultato cambia molto in base al tipo di incentivazione e al soggetto. A questo si aggiunge il commento del dottor Caponnetto, responsabile del Centro Antifumo dell’Università di Catania, secondo il quale il “successo strabiliante” di studi del genere è dovuto alla distribuzione gratuita dei farmaci. Ma come si è visto, appena il soggetto viene invitato a pagare (anche un minimo) di tasca propria c’è il fuggi fuggi generale e il metodo non funziona.

admin

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