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Leucemia: una nuova cura a Perugia

Arriva da Perugia, dal laboratorio del professor Falini, ematologo presso l’ospedale S.Maria della Misericordia la notizia di una nuova cura che agirebbe contro la leucemia con risultati molto incoraggianti. La ricerca è stata possibile anche grazie al finanziamento dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro che da anni si batte per trovare una soluzione ai tumori del sangue insieme alla AIL.

Il professor Falini racconta come si è giunti a questo traguardo importante. Tutto partì da una ricerca nel 2011 relativa alle lesioni genetiche associate alla leucemia a cellule capellute (così chiamate perché richiamano la forma dei capelli). La malattia oltre a distruggere i globuli rossi e bianchi, fa ingrossare la milza oltre i livelli di guardia e espone il paziente a molte infezioni. La scoperta della lesione genetica legata a questa leucemia fu già una vittoria, dato che la si cercava da 50 anni, ma da lì si è potuti partire per cercare un rimedio.

Dopo aver sequenziato i 3 miliardi di lettere chimiche del DNA di un paziente malato si è visto che basta la mutazione di una sola lettera (gene Braf) per rendere la malattia quasi imbattibile. Nel giro di pochi anni è stato messo a punto un test molecolare specifico che ricerca tale mutazione del gene Bref e può così facilitare la diagnosi precoce per questa malattia. Una volta individuato il nemico, grazie a un nuovo farmaco intelligente, il Vemurafenib, si va a inibire solo quel gene facendo sì che il paziente non sia più a rischio, dato che il corpo può finalmente reagire positivamente alle cure. Nel test su 49 pazienti trattati con Vemurafenib nel 96-100% dei casi resistenti alle cure è arrivata risposta, e si è avuta la remissione completa nel 42% dei casi.

admin

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