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Non sono razzista ma … sono cieco!

“No, io non sono razzista ma…” quante volte si sente in giro questa frase, poco prima di udire dalla stessa bocca un commento più che razzista? Si scherza, ma nemmeno tanto, sull’ipocrisia della gente, ipocrisia che vediamo messa in pratica anche sui portatori di handicap. Dato che sono sfortunati, secondo noi sono automaticamente buoni e carini. E anche quando ci sono antipatici facciamo finta di niente… mica puoi dire a un disabile che è antipatico no??!

Eppure uno studio americano dimostra che anche i disabili sono esseri umani (che scoperta, eh!) e che le persone non vedenti, per esempio, possono essere razziste e applicare una forma di discriminazione legata non tanto al colore della pelle ma a voci, odori e sensazioni. Lo riporta il britannico Daily Mail, analizzando l’esperimento della dottoressa Asia Friedman che ha chiesto a 25 persone cieche di identificare le razze di alcuni modelli che avevano di fronte. Nel frattempo hanno anche analizzato le loro reazioni davanti a quella razza in particolare.

La sorpresa è stata che i non vedenti sono altrettanto razzisti. Ovviamente non vedono, ma ascoltano e sanno cosa sono le razze, le culture, le tradizioni. Apprendono dall’ambiente intorno e se l’ambiente li induce a “odiare i neri” o a “temere i musulmani” loro si fanno un’idea di queste persone basandosi su altri sensi. Allora riconosceranno l’africano dal timbro di voce, il musulmano dal vestiario e -se sono razzisti- li eviteranno come farebbero esattamente dei normali vedenti. Dunque la selezione della razza e la convinzione o meno di essere “migliori degli altri” non si lega alla vista ma a quello che apprendiamo, come lo apprendiamo e come lo elaboriamo. Ebbene sì, pure i non vedenti sono antipatici, a volte!

admin

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