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A New York sfila la "moda della ricerca medica"

La moda non è più ostaggio del bello a tutti i costi, della perfezione maniacale che spesso sfocia in anoressie e bulimie. La moda del XXI secolo si apre al diverso, al “diversamente bello”, potremmo dire e a New York lo fa in modo diretto, con un impatto straordinario, mandando in passerella due ragazze molto speciali…Madeline Stuart e Rebekah Marine.

Cosa hanno di speciale? Apparentemente nulla, belle curve, due gambe, due braccia … salvo poi scoprire, ad esempio nel caso di Rebekah Marine, che un braccio non è affatto naturale ma una ricostruzione bionica regalata dalla ricerca medica e da anni di sperimentazioni per ridare una apparenza normale a chi l’aveva perduta. Rebekah era nata senza l’avambraccio e per anni aveva portato una protesi immobile. Solo da poco, grazie alla ricerca, ha ottenuto una nuova protesi con movimenti bionici che le ha regalato da capo una certa autonomia. Al punto da sentirsi bella come le altre!

Poi c’è Madeline Stuart, 18 anni, con sindrome di Down. Il suo problema più grosso era che doveva perder peso! Ha fatto una dieta e quando si è sentita pronta ha deciso di sfilare… a parte i chili di troppo, che problema aveva mai lei per essere esclusa? La sindrome di Down non spaventa più come un tempo. Chi ne soffre non è più considerato “scemo”, ma anzi pieno di incredibili capacità da scoprire. Madeline è diventata così la seconda modella Down al mondo, seguendo l’esempio di Jamie Brewer. Due belle eccezioni, quindi, Madeline e Rebekah che non vogliono affatto condizionare la moda per sempre, solo renderla più … umana.

admin

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