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Otto operazioni e l'addome in necrosi, muore a soli 24 anni

Se subisci otto interventi chirurgici in poco più di due mesi devi essere davvero malato in modo grave. E solo questo potrebbe giustificare e salvare le 54 persone che stanno finendo sotto accusa tra Bari e Altamura per la vicenda di un giovane, deceduto lo scorso 14 settembre. La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta.

Il ragazzo, che si chiamava Antonio Picerno e aveva solo 24 anni, era entrato in ospedale ad Altamura per dei dolori alla schiena il 16 luglio ma dopo le visite di routine era stato dimesso con la diagnosi di calcoli renali. Antidolorifici e altri farmaci non hanno avuto effetto ed è stato ricoverato un’altra volta, stavolta si è reso necessario l’intervento per rimuovere delle cisti. Da qui si è visto che alcuni organi erano in necrosi e così è iniziata la trafila chirurgica, tra Altamura e il Policlinico di Bari. In tutto, Antonio è stato operato altre 7 volte fino alla crisi dello scorso 14 settembre che ne ha provocato la morte.

Sarà l’autopsia a far capire di che cosa soffriva esattamente il ragazzo, ma si dovrà aspettare almeno un mese per saperlo. Intanto le indagini andranno avanti e verranno ascoltati circa 30 tra medici e infermieri e anestesisti a Bari, mentre altri 24 verranno sentiti per quanto riguarda Altamura. Una risposta è dovuta, soprattutto a dei genitori che più che sapere chi ha ucciso loro figlio vorrebbero sapere COSA lo ha ucciso. Al ragazzo in totale sono state asportate cisti ai reni, più la milza e parte dell’intestino senza però che ai genitori sia stato detto cosa ne abbia causato il deterioramento.

admin

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