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Morire di crepacuore per colpa della "sindrome del vaso"

Di solito nelle fiabe le mamme “muoiono di crepacuore”, le nostre nonne ci minacciavano sempre di farle “morire di crepacuore”. Una malattia antica, dunque, eppure molto attuale. Scoperta da uno studio giapponese (che la denominò Sindrome di Takotsubo, o “del vaso da polipo”) è stata di recente verificata da uno studio dell’Università Cattolica di Roma, presso il Policlinico Gemelli.

Il nome giapponese ha un significato preciso: infatti, nelle persone colpite da “crepacuore” l’organo cardiaco assume una forma rotonda, esattamente come il vaso (tsubo) rotondo che si usa in giappone per contenere i polipi (tako) dopo averli pescati. Ma la cosa sorprendente è che il cuore modifica la sua forma, la persona soffre gli stessi sintomi di un infarto ma all’atto della visita il medico non individua alcuna traccia di infarto. Coronarie libere, tessuto sano… solo quella forma stranamente gonfia del cuore. E proprio come l’infarto, il “crepacuore” può arrivare a uccidere, per cui non va sottovalutato.

Nelle fiabe, esso era una conseguenza di un fortissimo dispiacere. Nella ricerca scientifica, in parte questa teoria viene confermata, infatti la malattia si presenta più spesso e in forma più grave nei soggetti che soffrono di depressione. Ma si può presentare anche dopo un grave dolore (un lutto) e dopo un forte trauma (intervento chirurgico al cuore). Colpisce più le donne che gli uomini, come risulta da uno studio internazionale che ha analizzato 1750 persone in 9 diverse nazioni. E l’unico modo per cercare di prevenirla è seguire in modo particolare il paziente che presenta questi sintomi, che ripetiamo sono simili all’infarto ma senza la “parte fisica” dell’infarto. La mortalità, comunque, è identica … il 5% dei casi.

admin

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