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Trapianto di "isole pancreatiche" per battere il diabete senza rischi

Una delle cause del diabete mellito è data dalla disfunzione delle “isole pancreatiche” danneggiate dal sistema immunitario a causa della malattia, che non producono più insulina e fanno aumentare il glucosio nel sangue. Finora il danno si argina con i farmaci, con le iniezioni di insulina, oppure con trapianti di recente ideazione che però presuppongono una terapia immunosoppressiva per evitare rigetti.

La novità è che la Commissione Europea sta avviando il progetto di ricerca “Elastislet”, all’intero del Programma Horizon 2020, proprio per arrivare a ottenere dei trapianti di queste “isole” senza danni collaterali o rigetto. Come avviene questo? I trapianti dovrebbero avvenire con una particolare strategia di “incapsulazione” delle isole pancreatiche dentro materiale bio-ispirato avanzato, ideato per imitare l’elastina, una proteina elastica normalmente presente nel tessuto connettivo. In questo modo il pancreas accoglie gli elementi nuovi senza considerarli estranei, e il sistema di difesa del corpo non li attaccherà.

Il diabete mellito è troppo diffuso nel mondo e a lungo andare provoca problemi alla vista, ai reni, ma soprattutto al cuore con alto rischio della vita. L’importanza di questa scoperta risiede nel fatto che si potranno aiutare i pazienti senza doverli condannare a una vita appesa ai farmaci. L’impegno sarà totale e coinvolgerà molti centri di studio, con capofila l’Università di Valladolid (Spagna), e alcuni partner italiani del progetto come l’Università degli Studi di Perugia e Promoscience srl.

admin

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