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Sclerosi Multipla, ottime speranze sul nuovo farmaco

La sclerosi multipla (SM), che ormai conosciamo fin troppo bene, è una malattia autoimmune del sistema nervoso centrale che colpisce circa 75.000 persone solo in Italia. Il sistema immunitario impazzito attacca la protezione delle fibre nervose e provoca delle lesioni e i conseguenti gravi sintomi che portano a problemi muscolari, difficoltà visive e uditive, disabilità generica e morte. Si manifesta in età giovanile, tra i 20 e i 40 anni, e ad oggi non ha ancora una cura sicura.

Ma la ricerca ha sperimentato diversi farmaci che hanno dato buoni risultati, almeno per controllare i sintomi e rallentare il decorso del male. Tra questi, erano tanti quelli che agivano più sulle ricadute che sugli attacchi principali fino alla scoperta dello Ocrelizumab. Questo nuovo farmaco è basato su un anticorpo monoclonale diretto contro i linfociti B, che funziona su chi ha la forma di SM primariamente progressiva. Oltre ad agire bene sulle ricadute, questo farmaco pare stia dando ottimi risultati anche sulle forme principali della malattia. Inoltre, usando Ocrelizumab si evitano i tipici effetti collaterali e di sicurezza dei farmaci immunosoppressivi in quanto esso non attacca le cellule T.

Insomma, Ocrelizumab aiuta gli anticorpi a svolgere il proprio compito, non si sostituisce a loro né li elimina. I risultati finora ottenuti sono così incoraggianti che si pensa di usarlo a breve in nuove sperimentazioni sia sulla forma di SM primariamente progressiva, che colpisce il 10% dei malati, sia sulla forma di SM secondariamente progressiva. L’unico ostacolo che sta rallentando la ricerca relativamente a questo farmaco sono i problemi legati alle politiche sanitarie dei vari Paesi che non sempre recepiscono la sperimentazione nel modo corretto e richiedono costi troppo elevati.

admin

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