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Cervello: l'intelligenza dipende dall'attività, non dalla dimensione

Per secoli, fino a pochi decenni fa, si credeva che l’uomo fosse più intelligente della donna e che avesse -a prova di ciò- un cervello molto più grande. Ormai la scienza ha sfatato questo mito da un pezzo e oggi una ricerca dell’Università di Vienna lo conferma. Parlando in generale, oltre il fattore sesso, un cervello più grande non indica per forza una persona intelligente.

Quando si sottopone un soggetto al test di intelligenza, non si misura la grandezza del suo cervello ma la sua capacità di capire e reagire, di interpretare in modo pratico e personale le situazioni. Nessuno di questi elementi evidenzia una differenza tra persone con una testa grande e persone con una testa piccola… tutt’altro. Oggi sappiamo che le donne, anche le più esili, riescono molto meglio nelle questioni razionali rispetto ai maschi grandi e grossi. Allora come si spiega?

Comparando diversi studi condotti nel corso degli anni su oltre 8.000 persone non si è trovato un solo elemento che colleghi dimensioni del cervello con migliori prestazioni cognitive. Piuttosto si evidenzia la capacità di collegamenti neuronali e dunque l’attività elettrica. E’ da questa che dipende la maggior intelligenza e non è un caso se personaggi geniali come Einstein o Nash avessero alla fine un cervello di normalissime dimensioni, né più grande né meno grande di quello del nostro macellaio o del meccanico all’angolo. Era l’uso che ne facevano e la capacità di reazione dei loro neuroni a renderli speciali. Perché quindi non potrebbe capitare a ognuno di noi?

admin

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