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Contro l'ictus, quasi pronto un farmaco che lo riduce del 50%

Ancora una volta è la sperimentazione sugli animali a dare grandi speranze per l’uomo. Succede con il nuovo farmaco appena sintetizzato presso i laboratori dell’Istituto Mario Negri/Università di Milano in cooperazione con il team di ricerca di Alessandro Vercelli, direttore del Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi (NICO) dell’Università di Torino.

Il farmaco in questione agirebbe sull’ictus riuscendo a fermarlo. La sua azione si basa sui vasi sanguigni che portano nutrimento al cervello. Se uno o più vasi sono interrotti o rotti per colpa dell’ictus, il cervello muore per mancanza di ossigeno, il suo nutrimento principale per azione della proteina denominata MKK7. Il lavoro dei ricercatori italiani è partito proprio da questa proteina, contro la quale hanno realizzato la sintesi di uno dei suoi inibitori, il GADD45Beta. Hanno poi applicato questa sostanza su cervelli di animali reduci da “infarto cerebrale” e hanno visto che funziona.

Il danno, in effetti, viene ridotto del 50%. Ora si sta procedendo alle verifiche ulteriori per poter passare poi alla sperimentazione sull’uomo. Il problema è che al momento non ci sono farmaci curativi contro l’ictus, o meglio non ne sono mai stati approvati al di là dell’attivatore tissutale del plasminogeno (rT-PA). Questo nuovo farmaco potrebbe essere molto più efficace e garantirebbe una drastica diminuzione dei casi di ictus con notevole risparmio di vite umane e di soldi spesi per la riabilitazione. Ma si dovranno ottenere risultati ineccepibili per convincere le case farmaceutiche e i governi ad accettarlo, data la delicatezza del problema che si va a toccare. Una speranza comunque alla quale medici e pazienti non vogliono rinunciare.

admin

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