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Carne rossa cancerogena: la ricercatrice però non vi rinuncia

E’ di ieri il tanto temuto annuncio della OMS sulle carni rosse e le carni trattate che ha messo in crisi non solo i consumatori ma le industrie alimentari di mezzo mondo. E oggi già si corre ai ripari con smentite e consigli di ogni tipo. L’Italia ha già dichiarato che qui da noi il pericolo non esiste perché, grazie alla dieta mediterranea, consumiamo poca carne e certamente non trattata.

Ma tra gli esperti mondiali che hanno redatto il famoso documento di condanna dell’OMS, c’è anche una professoressa di Farmacologia e Tossicologia di Firenze, la dottoressa Giovanna Caderni, intervistata oggi dal Corriere della Sera. Ci si domanderà come ha potuto, un’italiana cresciuta con gli ottimi salumi emiliani e con le carni degli allevamenti alpini, denunciare al mondo che questi prodotti sono nocivi e provocano il cancro. E proprio la dottoressa è la prima a giurare che “io alla carne rossa e agli insaccati non rinuncio!”. Il motivo è semplice. La OMS ha voluto dare una direttiva da seguire: un consiglio, insomma.

La carne e gli insaccati di per sé non fanno male, è solo l’abuso che può portare a danni gravi. Infatti, per conservarsi a lungo, queste carni hanno bisogno di sostanze chimiche aggiunte che, se assunte una tantum non sono un problema, ma se diventano abitudine possono distruggere il corpo. Dunque, nessuno vuole dire addio alla bistecca, al wurstel o al salame… si chiede soltanto di moderarne il consumo. Magari mangiandoli un paio di volte a settimana invece che ogni giorno, oppure cercando di acquistare quelli che garantiscono l’assenza di conservanti, quelli a chilometro zero o quelli di produzione artigianale. Non è un addio … solo un “vediamoci di meno”, tutto qua.

admin

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