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Oculistica: in futuro, le etichette dei cibi "hi-tech" per non vedenti

Mai come oggi si parla di cibo, dell’importanza di leggere le etichette per evitare problemi anche di salute. E come si possono leggere le etichette se si è non vedenti? Nessuno ancora aveva pensato a questa categoria di utenti che però è importante come le altre. L’idea così è venuta a un gruppo eterogeneo di giovani ricercatori specializzati ognuno in un campo scientifico diverso, ma uniti per una buona causa.

Si è cercato di mettere insieme le forze per ideare un sistema che permetta anche ai non vedenti di capire cosa stanno comprando e non si tratta soltanto dell’alfabeto Braille, ma di un metodo tattile associato alla tecnologia moderna. Così, dentro i laboratori del Centro di Robotica Percettiva dell’Istituto TeCIP (Tecnologia della Comunicaziome, dell’Informazione, della Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna, a Pisa, è nato il prototipo della nuova etichetta per non vedenti. Per adesso si tratta solo di un progetto e di alcuni test di ricerca che però sono già la base per il futuro.

Bisogna pensare che anche con tutta la buona volontà, il Braille non si può applicare a tutte le confezioni: come si fa a scriverlo sui pacchi di pasta, sui barattoli rotondi, sulle merendine? Occorrerà dunque un sistema che, sì, utilizzi il tatto ma che possa attraverso esso trasmettere le informazioni a un cellulare o un tablet che le comunichi poi alla persona. La novità andrà bene anche per chi la vista ce l’ha, ma non perfetta… come le persone ipovedenti o le persone anziane. A lavorare al progetto, sotto la supervisione delle dottoresse Elena Vivaldi e Mariagrazia Alabrese sono gli studenti Margherita Brunori, Silvia Rolandi, Andrea Saba.

admin

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