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Ecco come Twitter aiuta chi deve fare una TAC

Per fare una risonanza magnetica, una TAC … prima passate dai social media, per la precisione da Twitter! Lo rivela uno studio dell’australiana Charles Sturt University preso in considerazione da più organi scientifici e pubblicato con successo dal “Journal of Medical Imaging and Radiation Sciences”. La ricerca ha puntato sul confronto tra i pazienti relativamente ad alcune terapie alle quali dovevano sottoporsi e ha visto che la più diffusa era la TAC.

L’argomento relativo a questo esame ha raccolto 464 tweet in meno di un mese. Non si trattava di discussioni tecniche o drammatiche, solo di un confronto spontaneo su cosa si è provato, come affrontarlo al meglio, i tempi di attesa, le ansie della diagnosi e così via. I pazienti, ma prima ancora i loro amici e parenti, si sfogano su questo social per allentare la tensione che, nel caso della TAC, tocca diversi aspetti. Non si tratta di un esame doloroso, infatti, ma potrebbe essere un esame che porta a una diagnosi angosciante.

Questo studio ai più sembrerà banale, ma i risultati invece hanno aiutato tantissimo medici e psicologi anche ad affrontare le reazioni dei pazienti al momento dell’esame. Alcune reazioni di ansia, come ad esempio la claustrofobia, possono essere legate proprio alla paura dei risultati, non tanto dell’esame in sé. E poi l’ansia per i rumori, per il dover trattenere il fiato, per l’immobilità e così via. Leggendo le esperienze di chi già l’ha provata, si impara molto, sia come pazienti che come professionisti sanitari. Da tenere in considerazione certamente, anche perché in certi casi può essere divertente… esistono infatti anche dei “selfie” scattati prima di entrare nella TAC. Un modo di allontanare la paura con un sorriso.

admin

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