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Ecco perché l'invio di un "sms" provoca incidenti mortali

Basta un impatto a 30 chilometri orari (una velocità considerata bassissima) per mandare una persona in coma con ematoma cerebrale. Immaginate cosa succede se l’impatto è oltre i 50 chilometri. Eppure è questo che rischiamo ogni volta che mandiamo un messaggio o che chattiamo su WhatsApp mentre siamo alla guida. L’invio di messaggi col cellulare sta diventando la prima causa di incidenti negli USA e anche in Italia non siamo da meno.

Già deteniamo il triste primato europeo delle morti per incidente stradale (55 decessi ogni milione di abitanti, una media superiore a quella dell’intero continente dove muoiono 51 persone su un milione) e in più la cattiva abitudine a distrarsi col cellulare mentre si guida contribuisce a questo disastro. Un esperimento condotto negli Stati Uniti ha dimostrato che la maggior parte di noi non percepisce l’sms come una distrazione. Se stacco l’occhio dalla strada per una frazione di secondo e poi lo riporto su, non ho nemmeno il tempo di andare a sbattere. Questo è quel che sembra a noi, comuni “mortali”.

Ma gli esperti ci spiegano tutto in termini matematici. Ogni volta che stacchiamo l’occhio da un obiettivo, per tornare a concentrarci su esso occorrono circa 20 secondi. E questo anche se la distrazione è fulminea, come guardare un’insegna o ascoltare una voce che ci porti a girare lo sguardo. Per inviare un messaggio col cellulare, il tempo di ripresa della concentrazione varia da 27 a 30 secondi… e questo “buco” è abbastanza per andare a sbattere o per travolgere qualcuno. Dopo aver inviato il messaggio, infatti, il pensiero rimane attaccato a quel testo per diversi secondi e non ci permette di concentrarci sulla guida. Così perdiamo il 50% delle informazioni che ci arrivano dal mondo intorno, inclusa la presenza di pedoni o un semaforo che scatta sul rosso, e così via.

admin

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