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Il gusto non esiste: è frutto di un mix di altri sensi

Forse potremmo anche farceli piacere, gli insetti, se proviamo a immaginare che sappiano di patatine o di prosciutto. Il gusto, infatti, di per sé non esiste… sarebbe solo un prodotto del mix di altri sensi più importanti, lo rivela una ricerca dell’Università di Oxford riportata dal giornale “New Yorker”.

La ricerca, condotta dal dottor Charles Spence con diversi riconoscimenti a convalidarne i risultati, ha dimostrato che chi mangia le patatine le trova più o meno buone in base al suono che fanno: se “scrocchiano” sono OK, se no sono considerate “stantie”… anche se appena sfornate! Altre ricerche hanno dimostrato che -a parità di zucchero- una mousse veniva considerata più o meno dolce se presentata dentro contenitori chiari o scuri, ma anche che le bibite più apprezzate sono quelle che hanno l’etichetta curva piuttosto che quadrata e così via…
Insomma, il nostro concetto di “buono” o “meno buono” dipende da tutto l’insieme dentro cui ci viene presentato il prodotto. In fondo è stato visto che soggetti il cui senso del gusto era stato compromesso da malattie o farmaci, riuscivano a “sentire” lo stesso il sapore della carne se vedevano la bistecca nel piatto. Se dovevano assaggiare ad occhi chiusi, invece, non capivano cosa fosse. Dunque la vista, il suono, l’odore determinano il sapore di un cibo. E perfino l’idea che abbiamo di quel cibo, creata grazie a questo mix di informazioni, se riprodotta dalla memoria riproduce anche il gusto. Dunque, se volete rinunciare a pancetta e salame perché, come dice la OMS, sono “potenzialmente cancerogeni”, provate a sgranocchiare una radice o a succhiare una medusa bollita… immaginando il gusto di una crocchetta o di una mousse alla panna!

admin

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