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Una rigenerazione che si chiama artroscopia

L’artroscopia, gli atleti la conoscono molto bene. E’ la novità che, da circa 20 anni in qua, permette di sistemare un arto danneggiato (fratture, slogature, stiramenti) senza dover usare il bisturi. L’uso si diffuse talmente in fretta che ai più parve una “moda”, inizialmente…. ma col tempo si è rivelata una pratica sana e utile. Ma oggi l’artroscopia non si limita alla ricucitura di legamenti, alla saldatura di menischi, legamenti crociati, caviglie, polsi e gomiti… aiuta anche le persone sane a star meglio.

Solo l’anno scorso in Italia sono state eseguite 280.000 procedure in artroscopia. Nel 90% dei casi, il danno viene recuperato pienamente e si è anche visto che l’intervento riusciva a ridare elasticità ai tessuti e la funzionalità migliorava di moltissimo. Attenzione però a non farlo diventare un trattamento di estetica, come dire: mi faccio l’artroscopia per migliorare le prestazioni della mia gara, della mia camminata e così via. Infatti i risultati non sono uguali per tutti. Il “lifting” dei legamenti, infatti, deve essere ben studiato e preceduto da esercizi specifici. Deve inoltre essere seguito dalla giusta riabilitazione, senza la quale un intervento di aggiustamento potrebbe diventare anche dannoso. Se si interviene in artroscopia su corpo sano, deve essere data massima attenzione sulle conseguenze e sulle settimane seguenti all’intervento, per evitare rischi inutili che potrebbero invece ottenere l’effetto opposto: la perdita dell’arto.

admin

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