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Addio a Paolo Bianco, nemico numero uno di "Stamina"

Era il nemico giurato del metodo “Stamina”, sue le pesanti accuse contro Davide Vannoni e le sue terapie poco ortodosse che hanno creato lo scandalo che ha travolto l’Italia due anni fa. Oggi la scienza piange Paolo Bianco, 60 anni, professore esperto e massimo luminare nel campo delle ricerche sulle cellule staminali. Una scomparsa che ha colpito molto, sia per la giovane età del medico sia per il prezioso aiuto che stava dando al Ministero della Salute.

Fu lui, alla trasmissione «Le Iene» , a denunciare pubblicamente il metodo Stamina causando una valanga di accuse e minacce che non lo avevano minimamente impaurito. Anzi, imperterrito aveva continuato la battaglia fino alle indagini che hanno effettivamente scoperto le magagne nascoste dietro quelle terapie strane. Oggi, il ministro Lorenzin dichiara: “La scomparsa del professore Paolo Bianco rappresenta una grande perdita per la medicina. Lascia un patrimonio di esperienza e conoscenza di cui gli saremo sempre grati”.

Dolore e sconcerto anche da tanti colleghi e autorità. Era una persona molto seria e impegnata, ma sapeva essere sempre umano e aperto con i suoi pazienti. Anche contro chi lo minacciava, per le sue idee anti Stamina, lui parlava con saggezza e gentilezza, cercando di far capire le proprie motivazioni. Per lui le vere scoperte sono quelle fatte con calma e oculatezza, come amava dire: “la scienza procede lentamente ma con la sicurezza di risultati tangibili e a volte spettacolari” . A ricordare lo scienziato, con dichiarazioni molto intense alla stampa, anche i colleghi della lotta anti Stamina, Elena Cattaneo (Università di Milano), Gilberto Corbellini (Università di Roma La Sapienza) e Michele De Luca (Università di Modena e Reggio Emilia).

admin

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