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Cure palliative: cattolici, islamici ed ebrei uniti per dire "sì"

Ci sono milioni di persone in tutto il mondo che soffrono di dolori cronici, malattie incurabili, malattie terminali. Di questi, circa 20 milioni sono bambini. Veder soffrire un adulto è già pesante, ma davanti al dolore continuo di un bambino si strazia l’anima e a volte vacilla anche la fede… qualsiasi essa sia. E proprio loro, le religioni di tutto il mondo, si sono unite ieri per dichiarare la “Carta delle Religioni per le cure palliative pediatriche”.

Ci sono molti motivi per cui certe cure non vengono eseguite: economici, etici, burocratici. In Italia, per esempio, non si capisce perché è così difficile applicare la terapia del dolore che altrove, con la morfina controllata, riesce a calmare le sofferenze di tante persone. I bambini hanno diritto ad avere una vita serena, o anche una morte serena, se è il loro destino. E le cure palliative DEVONO essergli date. La fede può dare il sostegno dello spirito, ma per il corpo ci vuole la medicina. I teologi di tutte le principali fedi religiose del mondo lo hanno dichiarato a una sola voce, segno che quando vogliono sanno lavorare insieme per il bene comune.

Stranamente ci sono dei freni verso queste cure, eppure esse non parlano di morte ma di vita e qualità di vita. Ogni religione ha regole diverse, difficili da unificare, ma davanti alla sofferenza dei più piccoli non ci sono stati dubbi o ostacoli di sorta. La Carta impone la cura contro il dolore e promuove allo stesso tempo “l’integrazione, nei servizi sanitari, delle cure palliative pediatriche”, mettendo in primo piano le esigenze dei bambini malati, delle loro famiglie e dei loro medici curanti. Il fattore etico passa in secondo piano per forza e così anche quello politico.

admin

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