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Nuovi biomarcatori contro l'artrite reumatoide

Uno studio italiano presso la “Sapienza” di Roma ha scoperto nuovi biomarcatori in grado di individuare in anticipo le risposte dell’artrite reumatoide ad alcune terapie, in particolare alla terapia biologica anti-TNF. Il tutto per capire per tempo se sarà efficace o meno, dunque se è il caso di proseguire o cambiarla. L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune cronica che riguarda l’1% della popolazione mondiale (300.000 in Italia).

Oltre alla deformazione delle articolazioni, questa porta forti dolori che possono anche invalidare la vita sociale. Non si conosce una cura definitiva ma sono molte le terapie palliative che possono controllarne i sintomi e cercare di rendere le sofferenze dei pazienti minori. Una testimonial molto importante di questo male è la bravissima attrice Anna Marchesini che nonostante tutto continua la propria vita e carriera. Ma è molto difficile. Certamente, negli ultimi 15 anni la qualità di vita dei malati è migliorata ma non tutti rispondono bene alle terapie e in quei casi si perde tempo prezioso.
Oggi, grazie a questi marcatori, si può tentare di capire subito il da farsi. Analizzando il siero di un campione di pazienti trattati con terapia biologica anti-TFN, se ne è ricavato un profilo clinico grazie alla risonanza magnetica. Si è visto che nei soggetti in cui la cura ha efficacia questo profilo era diverso rispetto agli altri. Attualmente le cure sono inefficaci in circa il 30%, questo proprio perché non si riusciva a individuare prima la terapia migliore. I marcatori scoperti a Roma aiuteranno in questo.

admin

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