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Prevenzione impossibile in Italia: ecco perché

La prevenzione è importante, lo ripetiamo sempre. Ma come si fa a fare bene la prevenzione, e anche le cure, se occorrono tempi di attesa lunghissimi anche per una banale visita? L’allarme lo lanciano da tempo medici e pazienti di tutta Italia ma ora lo conferma il rapporto Pit Salute “Sanità pubblica, accesso privato”. Tramite uno studio è basato su oltre 24.000 segnalazioni giunte nel 2014 si leggono tempi davvero biblici.

Un anno per una mammografia, a volte anche 14 mesi per la TAC, ma addirittura si parla di 24 mesi (due anni!) per la ricostruzione del seno dopo un tumore o un intervento di protesi e se questi vi sembrano terribili sappiate che aspettare 7 mesi per curare una frattura non è affatto piacevole né razionale. Insomma, il panorama è davvero tragico e se n’è preso carico, a Roma, il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. Chi non ha i soldi per pagare visite private si vede sbattere le porte in faccia ed è costretto a rinunciare a esami o cure che a volte possono salvare la vita.

A tutto questo si aggiungono: il rifiuto di visita a domicilio (28,3% nel 2014), il rifiuto di effettuare prescrizioni da parte del medico di medicina generale (24,5%), i ricoveri negati perché non ritenuti necessari anche in presenza di malattie molto gravi, dovuti più alla mancanza di posti letto che alla scortesia o alla burocrazia. Il quadro lo completano, a tinte sempre più nere, i problemi di chiusura reparti, accorpamenti ospedalieri, mancanza di personale o di mezzi adatti alla cura di quella particolare patologia, perfino il rifiuto all’accesso alle informazioni cliniche di un parente, o delle proprie, che si aggira intorno al 31,7% . Con questi dati di guerra, chi dovrebbe accettare di fare prevenzione? E perchè?

admin

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