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Violenza sulle donne (e sugli uomini). Una giornata per ricordarlo

Oggi, 25 novembre, si celebra la “giornata contro la violenza sulle donne”, altrove chiamata molto più correttamente “giornata contro la violenza DI GENERE”. Perché purtroppo la violenza scatenata dalle pulsioni sentimentali e sessuali non è solo contro le donne, ma anche contro i maschi, sebbene con modalità diverse e più nascoste. Ce lo dice anche la storia antica, raccontandoci per esempio la storia di “Giuseppe venduto dai fratelli”, nella Bibbia (foto a sinistra: l’attore Paul Mercurio nel film omonimo)…giovane e onesto schiavo ebreo ingiustamente accusato di stupro dalla sua viziosa padrona che male aveva accettato il suo rifiuto a far sesso con lei.

Ma anche la storia di Sant’Agata (foto a destra, di Glenn Wellman) e di Maria Goretti ci raccontano che il rifiuto a corrispondere un “amore” diventa spesso motivo di persecuzione, violenza e perfino uccisione. Dunque il fenomeno è molto antico e diffuso, nel mondo, e se giornate come questa sono utili e certamente benvenute, è anche vero che passata la manifestazione bisogna AGIRE. Ancora troppe denunce cadono nel vuoto, troppo poco si fa per tener lontani gli stalker (maschi e femmine) dalle loro vittime. E se il “femminicidio” fa notizia perché quasi sempre sfocia in omicidio, la violenza sui maschi passa sotto silenzio, per via della vergogna delle vittime a denunciare, ma è altrettanto grave. Mentre la prima è spesso condotta con armi e mezzi fisici, la seconda viene attuata con minacce e persecuzioni psicologiche.

Entrambe le manifestazioni violente sono dovute all’incapacità di accettare un rifiuto. L’impossibilità a credere che la persona che sta dicendo “no” a te, un domani potrà dire di “sì” a un altro. L’incapacità di sapersi staccare dal passato. Sono disturbi mentali? Certamente sì, ma sono recuperabili nella maggior parte dei casi. Lo dimostrò tempo fa un uomo che, dopo aver fermato lo stalker della figlia minorenne, lo convinse a farsi curare e seguì personalmente i progressi della terapia che l’uomo faceva fino a quando non fu definitivamente guarito. Oggi anche lui, l’ex stalker, è impegnato nella diffusione della cultura della non violenza tra i più giovani, forse educati peggio di altri a non accettare mai un “no”.

admin

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