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Web, i pericoli della carne rossa più cliccati di Valentino Rossi

#carnerossa batte #iostoconvale. Risale a poco più di un mese fa la notizia dell’inserimento di alcuni alimenti – tra cui le carni rosse lavorate – nella lista dell’International Agency for Research on Cancer dedicata alle sostanze potenzialmente cancerogene. Una ricerca presentata questa mattina all’Ircss Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano durante un convegno promosso da Sprim Academy dal titolo “Carne e proteine animali nell’alimentazione italiana: quale futuro?” ha esplorato la presenza del tema sul web e la sua viralità, risultata più elevata rispetto alla disavventura in pista vissuta dal pilota del motomondiale Valentino Rossi. Su Twitter, infatti, i rischi connessi alla carne rossa hanno avuto un volume ben maggiore di quello della campagna mediatica a favore di Rossi. “Abbiamo monitorato i social per il mese immediatamente successivo alla notizia dello Iarc, analizzando 15 mila post e tweet di Facebook, Twitter e Instagram”, spiega Alessandra Ciliberto, Health Marketing e Communication Manager di Sprim. “L’hastag #carnerossa è stato molto più usato di altri ed è subito entrato tra i trending topic”, cioè gli argomenti più cinguettati su Twitter.

Prevalenza per gli atteggiamenti sarcastici, molto presente l’elemento ironia così come la fantasia. “Su Instagram c’è stata molta creatività visiva e in generale nella comunità online si è acutizzata la contrapposizione tra vegetariani-vegani e ‘carnivori’, con questi ultimi nettamente vincitori nella diatriba sui social -, continua l’esperta -. Le persone si sono dimostrate molto razionali, dichiarando di sentirsi tranquille – spiega Ciliberto – La tendenza è stata quella di relativizzare la notizia in base anche alla propria esperienza personale. Nelle interviste c’è stato un forte richiamo alla tradizione e alla sicurezza del proprio modello alimentare”. Le persone sentite hanno inoltre affermato di puntare di più sulla qualità della carne rispetto alla quantità. “Una piccola percentuale ha espresso preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda la dieta dei bambini. Uno su 10 ha infatti dichiarato di prestare maggiore attenzione all’alimentazione dei propri figli o nipoti”, conclude l’esperta.

admin

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