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Serie A al fianco della lotta alle leucemie

La AIL (Associazione Italiana Lotta alle Leucemie) chiama e la Serie A risponde. Il nostro calcio, più volte sgarbato, sleale e corrotto, in certe occasioni si ricorda di essere un veicolo importante per messaggi ancora più importanti e che per ogni calciatore che guadagna milioni ci sono bambini che perdono la battaglia contro una malattia.

Così, in occasione del match di oggi sabato 28 novembre, Milan e Sampdoria -pure se avversarie- scenderanno in campo con la scritta “AIL” sulla maglia e al fianco di chi lotta per la vita contro la leucemia e altre malattie del sangue. Una scritta sulla maglia non è nulla, di per sé, ma se indossata da grandi campioni diventa una voce che grida e invoca l’attenzione di tutti sul tema. Le leucemie sono malattie che si possono curare, che diventano sempre meno mortali, ma perché si vincano del tutto occorre ancora impegno. Ovvero studio e denaro.

Lo dice chiaro e tondo il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero: “Il calcio è sport, lo sport è vita. Siamo orgogliosi di poter collaborare per trasmettere un messaggio di forza e di speranza”. Da parte sua, la AIL è felice della collaborazione. Il sostegno dello sport è importante perché può sensibilizzare molto più di una campagna di piazza. La AIL è attiva dal 1969 e da allora tante cose sono cambiate, in meglio, proprio grazie all’aiuto delle raccolte che vengono stimolate con la testimonianza e l’aiuto anche di personaggi famosi. Si spera solo che i giocatori ricordino quella scritta sulla maglia e che, per una volta, giochino lealmente e onestamente anche in campo. Il messaggio di serietà e impegno passa pure da qui.

admin

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