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"Da grande farò il ricercatore"… con questi consigli

L’amore per la scienza è duro e richiede enormi sacrifici. Non soltanto i terribili test di ingresso alle Universtità ma tanto studio per tutta la vita. Chi vuole farlo davvero, deve essere pronto. E così il “Corriere della Sera” chiede consiglio al numero uno dei ricercatori italiani: il dottor Alberto Mantovani, milanese, medico immunologo che insegna patologia generale all’Humanitas University ed è direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas.

La domanda è semplice. Cosa deve fare un giovane appassionato di scienza per diventare ricercatore? Ed è davvero una vita così priva di soddisfazioni? Primo, come già detto, deve essere talmente innamorato della sua materia da star pronto sempre al duro lavoro. Sacrificio prima di tutto. Secondo, lo studio. La scienza da sola non basta, al giorno d’oggi. Pure rimanendo in Italia, dove la ricerca funziona bene, si ha sempre a che fare con colleghi stranieri e allora sotto con l’inglese, con la matematica e con la lettura di riviste scientifiche specializzate. Conoscere il lavoro degli altri prepara al proprio.

Siate sempre umili, anche se doveste scoprire la cura universale contro il cancro! L’umiltà predispone all’ascolto e l’ascolto degli altri, nella scienza più che altrove, è la prima cosa da attuare. Non aver paura delle sfide è l’altra arma segreta. Importante andare oltre, a volte contraddire regole che sembrano sacre, ma farlo sempre con rispetto mai con arroganza. Apritevi ai pazienti e ascoltateli sempre… sono loro la vera scuola. Infine, non siate egoisti. Condivisione e altruismo sono elementi che non devono mancare mai nel lavoro di un ricercatore. Si rifanno, come detto, all’ascolto dell’altro che è il binario principale da seguire.

admin

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